Dicembre 2015

Lettera di Natale 2015

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Gentili Parrocchiani e cittadini di Gandosso, un caloroso saluto!
Vi raggiungo con la presente in occasione delle tradizionali festività Natalizie.

Il vicino Natale, con la gioia e serenità che vuole portare sempre e comunque, ci raggiunge in un delicato momento della storia Europea e Internazionale.
Sono ancora vive in ciascuno di noi, le immagini dei drammatici eventi di Parigi con il dolore, lo sconcerto e la paura che hanno portato in ciascuno di noi.
Tra la miriade di commenti e giudizi, voglio ricordare le parole di Papa Francesco pronunciate il giorno successivo al drammatico evento: “Queste cose sono difficili da capire” “Non ci sono giustificazioni per queste cose, questo non è umano” (al telefono con tv 2000).

Certamente tutto questo “non è umano” e ci interpella direttamente; ciascuno di noi non può rimanere indifferente e non lasciarsi interrogare: da dove possiamo ripartire?

“Davanti ai nostri occhi c’è un’evidenza: la vita di ciascuno è appesa a un filo, potendo essere uccisi in qualsiasi momento e ovunque: al ristorante, allo stadio o durante un concerto. La possibilità di una morte violenta e feroce è divenuta una realtà anche nelle nostre città.
Per questo, i fatti di Parigi ci mettono davanti alla domanda decisiva: perché vale la pena vivere? È una provocazione che nessuno di noi può evitare. Cercare una risposta adeguata alla domanda sul significato della vita è l’unico antidoto alla paura che ci assale guardando la televisione in queste ore. È il fondamento che nessun terrore può distruggere” (Julian Carron, 14/11/2015)

Sento mio, e profondamente adeguato questo giudizio e l’urgenza che ci propone.
Ciò che “non è umano”, può essere sconfitto solo da un umano vero, cioè da uomini che affrontano e non fuggono mai da questo “umano” interrogativo: “perché vale la pena vivere?”

Il prossimo Santo Natale ripropone la verità di questa domanda e la tenerezza della possibile risposta che l’umanità di Gesù torna a proporci: “oltraggiato non rispondeva con oltraggi e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia” (1° PT 2,23).
La paura è vinta dalla bellezza dell’umanità di Gesù che rinnova la sua presenza buona alla nostra fragile esistenza.
La forza e “i risultati” della sua presenza si possono vedere solo se “lo” accettiamo “lo” riconosciamo presente, vivo e operante nella nostra vita.

Auguro a tutti che l’imminente Santo Natale ci trovi liberi di accoglierlo, tenaci nel voler sperimentare i doni che la sua opera porta nella vita di ogni uomo di “buona volontà”.
Un caloroso augurio a tutti, in particolare agli ammalati, anziani e ai giovani!

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